
La decisione di iscrivere la "Via Appia. Regina Viarum", la più antica e importante strada romana, quale sessantesimo sito italiano UNESCO arriva nel mese di agosto 2024, dalla quarantaseiesima sessione del Comitato del Patrimonio Mondiale.
Il Consiglio UNESCO ne ha tributato gli aspetti essenziali nella descrizione dei criteri di eleggibilità che il Sito ha dimostrato di possedere, tali da permettere il riconoscimento del suo "eccezionale valore universale" e conseguentemente l'iscrizione a Patrimonio dell'Umanità UNESCO.
Alla base della decisione vi è soprattutto la costatazione che il sito seriale, composto da 19 parti, il quale conserva una sua autenticità e integrità nella gran parte del tragitto. Il tratto ricadente nella Provincia di Latina, in particolare, rileva come uno dei migliori riguardo lo stato di conservazione e tutela del bene,
nonostante la sua integrazione - non eccessivamente trasformativa - con il territorio circostante.
La strada, costruita a partire dal 312 a.C. per scopi militari, con la sua estensione da Roma fino a Brindisi, divenne presto un'arteria vitale per il commercio e lo sviluppo culturale, ma ciò non basta. I tre criteri che fanno della Via Appia la (riconosciuta) Regina delle Vie, sono infatti connaturati a specifici aspetti.
Testimonianza di una o più civiltà
La Via Appia rappresenta una delle testimonianze più significative e durature della civiltà romana. La sua costruzione fu un'impresa di ingegneria eccezionale, il cui impatto si estese per oltre un millennio, influenzando l'intera area del Mediterraneo: lungo il suo percorso infatti si possono trovare tutte le tipologie strutturali e urbane tipiche dell'antica Roma. Definita dal Consiglio come una delle opere più impressionanti e durature dell'Impero Romano ha stabilito uno standard per l'ingegneria e il design tecnico in tutta l'Italia antica, ha svolto un ruolo cruciale come rotta strategica per la nascita di un vasto impero e, come via di commercio e sviluppo, è stata fondamentale per la diffusione della cultura romana e per lo scambio culturale tra le civiltà del Mediterraneo, dell'Asia Minore e della penisola arabica per più di mille anni.
Testimonianza tangibile di innovazione tecnica e organizzazione
La Via Appia è una prova tangibile delle eccezionali capacità organizzative e dell'efficienza dei Romani. Questa strada rappresenta un esempio delle tecniche innovative che svilupparono, come dimostrato dalle innumerevoli strutture e infrastrutture costruite per la sua realizzazione, ed è considerata un vero e proprio simbolo della visione, del pragmatismo e del senso di organizzazione di Roma. Oltre alle infrastrutture dirette, come le stazioni di posta e le locande, la strada serviva da punto di riferimento per la divisione dei terreni assegnati ai veterani dell'esercito, seguendo i criteri della centuriazione (un metodo di suddivisione agraria romana). Il suo percorso ha stimolato lo sviluppo di nuove aree residenziali urbane e plasmato le città che collegava. Inoltre, lungo la strada si trovano ancora oggi numerosi templi, monumenti funerari, acquedotti e ville, che testimoniano in modo eloquente la ricchezza e la complessità dell'antica civiltà romana.
Vettore di idee e credenze
La Via Appia ha giocato un ruolo fondamentale nella diffusione di idee e credenze, con una notevole importanza per la religione cristiana. Nel corso dei secoli, è stata percorsa da pellegrini e crociati diretti in Terra Santa. A partire dal XVI secolo, la strada è stata utilizzata da generali e monarchi come simbolo del loro potere e delle loro vittorie. Durante il Rinascimento, la Via Appia ha affascinato artisti e visitatori del Grand Tour, che ne hanno celebrato la bellezza e l'importanza. Insomma, grazie al suo uso continuo nei secoli, la Via Appia è stata teatro di numerosi eventi storici, dalla partenza delle legioni romane per la conquista dell'Oriente fino a momenti cruciali della Seconda Guerra Mondiale. È anche un esempio eccezionale di protezione del patrimonio culturale e di restauro archeologico, un processo iniziato nel XVI secolo con la riscoperta dell'arte classica e che continua ancora oggi. Ha ispirato poeti, scrittori, studiosi e viaggiatori, diventando una fonte inesauribile di creatività che non accenna ad arrestarsi.