
"Gli studenti dell'istituto "E. Fermi" di Gaeta da qualche giorno in sciopero per ottenere dopo 15 anni di attesa una struttura migliore, più rispondente alle rinnovate esigenze di una moderna e tecnologica scuola, fanno bene a far sentire la propria voce.
Come il sottoscritto, nella sua qualità di assessore alle politiche della scuola della provincia di Latina, seppur dopo tanti anni di impegno all'interno delle amministrazioni pubbliche, debba fare ammenda per la mancata consegna delle nuove aule nei tempi indicati e alla vigilia di un ennesimo impegnativo anno scolastico.
Ammenda che formulo con la consapevolezza di aver fatto in ogni modo tutto il possibile per consegnare agli studenti del "Fermi" un luogo per studiare più dignitoso e accogliente rispetto ai locali concessi dal Comune di Gaeta.
Come è giusto anche riferire agli studenti, ai loro genitori e all'intera comunità di Gaeta, che per ottenere importanti risultati, come la consegna, non in tempi biblici, ma nel breve volgere di circa due anni di 23 aule dislocate su tre piani in un moderno e tecnologico nuovo edifico, non solo ci vuole la consapevolezza da parte di tutti nell'impresa che si sta cogliendo, ma anche una partecipazione leale e senza infingimenti.
Come c'è da apprezzare, inoltre, il lavoro e l'impegno profuso nella vicenda da parte del sindaco di Gaeta Raimondi.
Fornito il breve inciso, ritengo sia il caso di produrre alcune considerazioni ed aspetti poco noti del perché la data di consegna della nuova struttura scolastica fissata per il 5 ottobre 2009 non si è concretizzata.
In via preliminare bisogna far riferimento ad un sopralluogo degli addetti dell'Azienda Unità Sanitaria Locale di Latina (che avviene su espressa denuncia al Procuratore della Repubblica di Latina) nella succursale dell'istituto "Fermi" in data 24 agosto 2009.
Gli addetti dell'Asl, Dipartimento di Prevenzione, riscontrano all'interno della vecchia succursale di via Veneto diverse anomalie che comportano una serie di importanti ed onerosi lavori di adeguamento.
Dopo questo accadimento che impedisce, di fatto, per onerosità dei costi di manutenzione straordinaria e tempi a disposizione per il corretto inizio dell'anno scolastico, la Provincia rinserra le fila e chiede (ottenendolo) alla ditta costruttrice l'intensificazione dei lavori in corso nel cantiere di via Calegna.
Nel frattempo, il 2 ottobre 2009, la Provincia invia una lettera al dirigente scolastico del "Fermi", al sindaco della città di Gaeta, al dirigente U.S.P., al Comando dei Carabinieri di Gaeta, al presidente del Consiglio dell'I.I.S.S.".
Nella missiva il dirigente provinciale comunica che a partire da sabato 3 ottobre 2009 "sono disponibili n. 14 aule e n. 1 laboratorio presso il nuovo edificio scolastico sito in località Calegna".
Invitando, contestualmente, la dirigente a predisporre il trasferimento degli studenti per eliminare così anche il mal sopportato doppio turno delle lezioni.
Il dirigente provinciale comunica, inoltre, che nel "giro di pochi giorni (necessari per l'installazione di una scala di emergenza) saranno disponibili altri 7 ambienti da adibire ad aule e laboratori che consentiranno la chiusura della succursale nella proprietà Sofil".
Cosa importante, inoltre, il dirigente provinciale informa che erano in "corso procedimenti per l'acquisizione di tutte le certificazioni di agibilità che saranno rilasciate dal Comune di Gaeta e attualmente certificate da dichiarazione resa, ai sensi dell'art. 25 comma 1 lett. B del D.P.R. n. 380/2001, dal direttore dei lavori".
Smentendo ogni accordo precedente, lo stesso giorno dell'invio (3.10.2009) della missiva provinciale, giunge in via Costa quella, dettagliata, del dirigente scolastico del "Fermi".
Una lettera che contiene cinque capi d'accusa specifici scaturiti da un sopralluogo all'interno del "cantiere di via Calegna".
Lettera che rispedisce al mittente la volontà della provincia di consegnare al "Fermi" il 5 ottobre 2009 le prime 14 aule.
La dirigente del "Fermi", a tutela della sicurezza degli studenti, in conclusione della lettera chiede "l'immediato intervento degli enti preposti, affinchè si provveda alla riapertura della succursale di via Veneto, previa eliminazione degli inconvenienti che ne hanno causato la "temporanea non fruibilità".
Richiesta inattuabile per il noto rapporto degli ispettori del Dipartimento di Prevenzione dell'Asl Latina, per i costi che occorrerebbero per la messa a norma della vecchia succursale, il tutto a pochi giorni dalla fine completa dei lavori del nuovo complesso scolastico.
Con la lettera del 3 ottobre 2009 della dirigente del "Fermi", dunque, il trasferimento non solo non è avvenuto nei tempi concordati tra provincia, studenti e la stessa dirigente ma stante la situazione ci sarà da ricalcolare tutti gli aspetti tecnici e burocratici, con ulteriori sacrifici per gli studenti.
Aspetti che ho intenzione di discutere prossimamente in un'assemblea con gli studenti del "Fermi".
Giuseppe Schiboni
Assessore alle Politiche della scuola
Latina, 07 ottobre 2009